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14/04/17

Blog quiz : a Roma a caccia di una porta nascosta nel verde, decorata con un alfabeto astruso

Passeggiando per i parchi ed i giardini di Roma, si fanno talvolta scoperte che spingono chi è più predisposto alla curiosità a cercare informazioni aggiuntive sull'origine di certe esotiche  architetture spesso celate dalla vegetazione. Questa struttura da noi scoperta di recente, appartiene ad un complesso recentemente restaurato ma ad oggi non ancora aperto al pubblico. Dai cancelli di protezione è possibile comunque apprezzare le splendide vetrate e la porta assai inusuale , ornata di particolari scritte in un alfabeto inconsueto per Roma, dove è più facile leggere epigrafi in lingua latina e tuttalpiù graffiti in puro stile romanesco.
Chi volesse dare un'occhiata al complesso architettonico dovrebbe iniziare le sue ricerche dal nome con cui tale struttura è conosciuta :"Serra moresca" .
Il progetto della struttura è attribuito come potete leggere su Wikipedia, a Giuseppe Jappelli che realizzò varie costruzioni in Italia, e a Roma fu l'artefice delle originali ed eclettiche invenzioni architettoniche per il Principe Alessandro Torlonia che insieme alla nota Casina delle Civette sono ancora oggi visibili all'interno di Villa Torlonia.
La porta nella foto in stile arabeggiante riporta in caratteri cufici ( una sorta di arabo ornamentale), il nome del Principe Alessandro e della consorte Teresa Torlonia.
La ricostruzione della serra moresca ha richiesto elaborati e costosi restauri che hanno riportato in vita tale gioiello architettonico, torre inclusa, che avrebbero dovuto essere aperti al pubblico già dal 2010. Sfortunatamente non avendo ritrovato i progetti originali relativi alle suppellettili degli interni possiamo solo fantasticare sul meccanismo inventato in parte da Jappelli per la Torre moresca dove un divano si trasformava in baldacchino volante raggiungendo il soffitto mentre una tavola imbandita appariva come per magia al suo posto.
Simili meccanismi erano in voga presso numerose corti in particolare in quelle danesi, francesi e quella degli zar russi. Oggi è possibile vederne uno a Palermo noto come "Tavola matematica" ideata da G.V. Marvuglia e ubicata all'interno della cosiddetta Palazzina cinese che fu residenza del Re Ferdinando IV di Borbone.
Se ci si trova a San Pietroburgo, si troveranno due esemplari di tavoli mobili al Peterhof e nel palazzo di Caterina II a Pushkin (Tsarkoe Selo) dove è possibile assistere all'apparizione del tavolo imbandito acquistando un biglietto per una visita guidata presso il padiglione detto dell'Ermitage.
Se volete capire il meccanismo di tale apparecchiatura che evitava la presenza del personale di servizio e quindi consentiva di tenere segrete le conversazioni effettuate tra i commensali, potete farvi un'idea guardando il video di questa ricostruzione digitale relativa al Castello di Luneville.


14/05/11

Al Roseto del Comune di Roma per trovare Grande Amore e ammirare la voluttuosa Casta


Avete dimenticato la vostra macchina fotografica e volete raccontare ai vostri amici e familiari dei vostri incredibili incontri al Roseto Comunale di Roma ?
Lazio segreto ha pensato a voi.
C'è chi passeggiando è rimasto colpito dal fatto che "Grande Amore" viene dalla Germania, oppure è stato preso da una immediata passione per una rossa americana bicolore che si fa chiamare vezzosamente "Love".
Tuttavia solo chi è stato al Roseto Comunale a pochi passi dal Circo Massimo potrà scoprire tra questi sei esemplari nella foto cartolina, l'elegante Fanny Ardant o la leggiadra e diafana Marie Curie che è la nostra preferita forse a pari merito con la "Belvedere" creata in casa Tantau.(vedi link in basso).


Parliamo ovviamente della denominazione scelta dai loro creatori per le splendide rose che portano ancora il nome  di tante donne straordinarie che insieme ad altri personaggi, poeti (Rimbaud e Prèvert) e principesse reali d'Austria e di Monaco che in un gioco di scoperta rendono piacevole la passeggiata nel Roseto tra variazioni di colori impensabili, come il violetto della bella Mysterieuse e tra i profumi e il ricordo di personaggi che abbiamo amato vedendoli al cinema, leggendo una loro poesia o ascoltando le loro canzoni.

Naturalmente troverete anche rose che portano nomi di personaggi ancora esistenti: cercate ad esempio Laetitia Casta o Julio Iglesias o la nostra Monica Bellucci .

Buona passeggiata e girate ai vostri amici questa cartolina per convincerli a visitare il Roseto prima della sua chiusura.

Chi volesse conoscere le novità dei grandi "ibridatori" internazionali di rose, aventi almeno un secolo di eperienza in fatto di incroci di specie ma anche di creatività, può esplorare tra le pagine colorate di Meilland (in francese e inglese) o quelle invitanti di Meiland Richardier o in quelle della società Tantau (in tedesco) ricche di bellissime immagini e se non vi fossero bastate andate a scoprire le rose di Jackson & Perkins (in inglese).oppure in casa Kordes.

Chi fosse interessato ad ulteriori notizie sull'origine del Roseto Comunale di Roma, potrà trovare in questo link del Comune di Roma interessanti informazioni. 



14/08/10

Caprarola (VT): viaggio nel tempo tra i fasti di Palazzo Farnese

La fontana del bicchiere di Pietro Bernini
L'itinerario odierno vi condurrà a Caprarola in provincia di Viterbo.
Potete raggiungere tale località, sia percorrendo l'autostrada A1 da Roma e dopo essere usciti al casello di Magliano Sabina, deviare poi in direzione di Civita Castellana seguendo le indicazioni per Fabrica di Roma; utilizzando da Roma la via Cassia bis o Veientana in direzione di Viterbo, troverete invece la deviazione per Caprarola all'altezza di Sutri .
Questo itinerario è dedicato a coloro che non conoscono ancora una delle più fastose residenze della nobile famiglia Farnese, che per oltre sette secoli fornì diplomatici, papi, mecenati e uomini d'arme .
Fu il cardinale Farnese a volere tale principesca dimora, edificata nel XVI secolo, riadattando una rocca preesistente disegnata da Antonio da Sangallo il Giovane.
Il progetto del palazzo venne affidato a Jacobo Barozzi da Vignola, che vi applicò quegli elementi e lo spirito espressivo tipici dell'architettura tardo rinascimentale, che influenzarono anche l'intera struttura urbanistica dell'abitato di Caprarola.
Pagando soli 2,50 euro, potrete anche voi sentirvi parte di quella nobile famiglia, e godervi le splendide sale, una volta affollate di letterati, nobili, musicisti e di tutti quei personaggi tipici della fastosa vita di corte.
Il giudizio di Salomone
Ammirate all'inizio della visita la splendida doppia scala elicoidale del Vignola (la balaustra è troppo bassa e quindi occorre tenere d'occhio i più piccoli).
L'interno del palazzo svela affreschi di Federico e Taddeo Zuccari: potrete così ripassare con i pargoli al seguito le mitiche Fatiche di Ercole e le storie relative alle vicende bibliche, che vi sembreranno appena dipinte, benchè gli affreschi siano stati eseguiti tra il 1566 e il 1569.
Spettacolari le pareti della sala del Mappamondo, con le carte geografiche dei continenti allora conosciuti e con la rappresentazione del sistema planetario. Deliziose da sembrare attuali, le volte arabescate con soggetti floreali che ammirerete lungo l'atrio che conduce verso l'uscita.
Non perdetevi la sala(chiedete alle guide) che consente a due persone di colloquiare a bassa voce stando su due angoli contrapposti, parlando verso la parete, indipendentemente dall'affollamento della sala stessa.Grande valore storico riveste la sala del Concilio di Trento, dove si ritrovano raffigurati tutti i personaggi fondamentali di quel celebre evento avvenuto tra il 1545 e il 1563 (Gli argomenti trattati sono attuali ancora oggi: battesimo, ordine e gerarchia ecclesiastica, matrimonio).
Visitato il palazzo, non perdetevi lo splendido parco dotato di tutto il necessario ad una dimora principesca come era Palazzo Farnese: ecco allora apparire tra i cespugli e le bordure, fontane, ninfei con stalattitti, giochi d'acqua, terrazze ed angoli suggestivi con elementi scultorei barocchi , le numerose cariatidi  sono state scolpite da Pietro Bernini padre di Gianlorenzo.Dietro la fontana detta del Bicchiere o dei Fiumi, vedrete apparire come per magia la deliziosa Casina del Piacere, il cui nome ne suggerisce l'evidente utilizzo in quei tempi di edonistico modus vivendi.....per i Farnese ovviamente, non per gli abitanti di Caprarola.
Una volta tanto....soldi ben spesi, anche per merito delle cortesi e pazienti guide, ma si potrebbe certamente fare qualcosa di più per godere ancor meglio di queste meraviglie e degli altri locali del palazzo e magari pubblicizzarle un po' di più .
La gita potrebbe proseguire verso il lago di Vico, tra i più suggestivi bacini lacustri del centro Italia: una volta era un vulcano attivo ed oggi paradiso per birdwatcher ed appassionati di fotografia naturalistica.
Potrete anche decidere di inoltrarvi nella bella ed estesa faggeta, facilmente raggiungibile seguendo le indicazioni che da Caprarola segnalano la discesa per il lago di Vico, parcheggiando poi al fontanile " Canale", da dove potrete seguire uno dei sentieri di cui uno porta al Pozzo del Diavolo, attraversando tutta la faggeta in salita (vedi link riservavico).


Il sito del Comune di Caprarola è parco di informazioni e si limita a dare qualche cenno sugli orari e i prezzi.
Per saperne di più sui Farnese e visionare virtualmente le belle sale del Palazzo a Caprarola:
http://www.canino.info/inserti/monografie/i_farnese/farnese.htm
Per avere i dettagli del parco del lago di Vico e dei suoi sentieri:
http://www.parks.it/riserva.lago.vico/
http://www.riservavico.it/isentieri.html
Per convincervi ad andare a Caprarola guardate il video di A.Angela.



tag
Ed eccovi la visione satellitare di Palazzo Farnese e Caprarola.


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 Autore:Rolando Profita
http://laziosegreto.blogspot.com/

17/05/10

Il roseto comunale di Roma edizione 2010

Nonostante le difficoltà dovute alle bizze di questa primavera e ad un mese di maggio tra i più piovosi degli ultimi 50 anni, le splendide rose del Roseto Comunale di Roma resistono ancora e da ieri danno ancora una volta spettacolo per la gioia degli appassionati e per i  turisti di passaggio.
Anche quest'anno gli ibridatori provenienti da varie nazioni si sono sfidati nel presentare nuove varietà , ma la giuria esperta del Premio Roma, non ha avuto dubbi : il vincitore è stato eletto il sig Keisei che dal Giappone, terra dei ciligi in fiore, ci ha regalato una splendida ed esuberante rosa gialla.
I temporali dei giorni scorsi hanno in parte cancellato molte etichette tra le 1100 specie presenti ma sono certo che anche i meno esperti individueranno le regine del roseto come la : "simple the best".
Lazio segreto non ha resistito al richiamo e vi regala questo splendido esemplare che le gocce di pioggia hanno reso ancora più fotogenico.


Il roseto chiuderà il 13 giugno, seguite quindi il meteo e correte a visitarlo prima possibile ( dalle 10,00 alle 19,00) : gli esemplari più delicati sono già in sofferenza.
Per ulteriori informazioni potete leggere le pagine del comune di Roma dedicate al Roseto Comunale.
Penso sia tautologico rammentarvi di non dimenticare  la macchina fotografica.
Ecco ancora una volta la mappa di Google per chi non  conosce la via di Valle Murcia a Roma dove è ubicato il roseto.
I curiosi leggendo gli Annales di Tacito scopriranno che nei pressi del Circo Massimo si tenevano sin dal III sec. a.C delle feste in onore della dea Flora che prendevano appunto il nome di Floralia .


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In attesa dell'apertura del Roseto per l'edizione 2011 vi suggerisco di leggere il libro di Serdar Ozkan dal titolo: La timidezza delle rose. Ci sarà una ragione se è stato tradotto in 27 paesi del mondo.