13/10/16

A caccia di elefanti preistorici a due passi dal Grande Raccordo Anulare di Roma

Se non ci fossero eventi come La Giornata della terra, neanche noi avremmo scoperto l'esistenza tra la via Aurelia e la via Boccea a Roma di un'area di ben 900 mq dove è possibile oggi rivivere quello che accadeva circa 320.000 anni fa.

Nell'area denominata Polledrara di Cecanibbio i visitatori meglio se con prole al seguito, potranno attraverso visite guidate, conferenze e laboratori adatti ai più piccoli, rivivere alcuni momenti di vita di varie specie animali tipiche del periodo Pleistocenico medio superiore e che andavano ad abbeverarsi lungo un corso d'acqua che poi prosciugandosi è divenuto per molti un esteso cimitero.
Naturalmente è occorso del tempo e svariati anni per dare ordine e ricomporre parti di carcasse di diversi animali ma adesso che l'area è divenuta un vero museo, non resta che scoprirlo.
Si potranno vedere i resti di Elefante antico (Palaeoxodon antiquos) che aveva un'altezza di poco meno di 4 metri e lunghe e dritte zanne che sfioravano il suolo e una proboscide particolarmente lunga.Si trovano poi i resti di Bue primigenio e persino di alcuni Cervi Elafi oltre a numerosi manufatti litici e anche ossei realizzati da quei nostri progenitori che vivevano intorno a tale sito cacciando e nutrendosi proprio di qualcuno di questi animali.




Le visite al sito di Polledrara sono gratuite ma occorre prenotarsi per telefono o per mail entro il 14 ottobre. Vi sono diverse date e orari adatti per le attività rivolte ai più giovani con il pallino dell'archeologia ma anche visite adatte per un pubblico di adulti nei giorni 16 e 23 di ottobre.
Trovate nel link seguente tutte le informazioni e i dettagli delle visite guidate:
http://www.settimanaterra.org/node/1999
PS: non perdetevi questa occasione di aprire una finestra e osservare la terra di 300.000 anni fa!

24/03/16

Pasquetta con i pargoli:"Caccia al tesoro, botanica" a Vitorchiano e Roccantica

Negli ultimi anni l'interesse per i luoghi  e gli eventi in qualche modo connessi con fiori e piante ha visto crescere la partecipazione del pubblico e anche di coloro che non posseggono neanche un terrazzo dove far crescere qualche geranio.
Tuttavia ancora limitato è in Italia, il numero di eventi e dei partecipanti, legati al mondo floreale e al giardinaggio amatoriale rispetto ad esempio a quello che accade nel Regno Unito, dove centinaia sono i membri di associazioni legate a giardini e luoghi idilliaci aperti al pubblico.

Noi stessi ci eravamo stupiti che le pagine di un nostro post del 2010 sui Giardini Moutan fossero state viste da oltre 15.000 visitatori che probabilmente erano alla ricerca di notizie sul pittoresco borgo di Vitorchiano ma soprattutto su uno dei più estesi giardini di peonie cinesi d'Europa che si trova proprio in quel piccolo comune del viterbese.
La primavera avanza pur con qualche bizza stagionale e benché le previsioni non siano particolarmente invitanti, talvolta questo aiuta gli audaci che partono indipendentemente dagli avvisi dei metereologi , evitando così le resse. Se quindi avete dei pargoli al seguito e non volete rimanere a casa davanti alla tv il lunedì di Pasqua, vi suggeriamo di continuare la lettura .
L'associazione dei Grandi Giardini d'Italia ha lanciato un'interessante e lodevole iniziativa che si svolgerà proprio nel periodo pasquale e che nel caso dei Giardini Moutan prevede per il 28 marzo, giorno di Pasquetta, una Caccia al tesoro botanica dedicata proprio ai più giovani (dai 6 ai 13 anni) che dovranno, a partire dall'indizio costituito da semplici foglie, andare alla ricerca nell'esteso giardino, della pianta o albero a cui esse appartengono. Naturalmente i genitori e i nonni non rimarranno senza far nulla, visto che hanno l'intero giardino a disposizione, per esplorare le numerose varietà di peonie già pronte per offrire le loro splendide fioriture ma anche spazi dove fare uno spuntino o sorseggiare un tè.
Nel Lazio poi se volete esplorare località magari ignote e partecipare al tempo stesso a questo evento educativo ci sono altre possibilità: sempre in provincia di Viterbo si potrà raggiungere il Castello Ruspoli a Vignanello, mentre in provincia di Rieti l'evento si terrà nel Roseto Vacunae Rosae a Roccantica: il roseto con ingresso a pagamento, offre ai visitatori uno spettacolo strabiliante fatto da 5.500 varietà di rose suddivise cromaticamente tra fontane e giochi d'acqua, in una tenuta di 18.000 metri quadri che includono anche un ristorante( previa prenotazione). 

Se conoscete già il giardino Moutan di Vitorchiano, potreste allora dirigere verso Rieti in quell'area un tempo dedicata all'antica Dea Vacuna figlia di Sabus probabile capostipite dei Sabini e ritenuta una divinità connessa alla fertilità e al riposo dopo i lavori agricoli. Il moderno termine di vacanza lo dobbiamo a questa dea madre senza volto, connessa alla calma e al riposo.Se non conoscete le terme di Cotilia, dateci un'occhiata, pur recintate le sorgenti ricche di minerali conservano ancora uno splendido color turchese; era invece il lago Paterno , un tempo Lacus Cutiliae il luogo dove i Sabini offrivano doni e sacrifici alle ninfe che si pensava, abitassero su un'isola al centro del lago.
Per conoscere le modalità di partecipazione e gli orari dell'evento, potete clickare su questo link.
A scopo preventivo e per stimolare l'interesse dei pargoli anche in vista di escursioni future, si potranno trovare in libreria alcuni mini-libri portatili per il facile riconoscimento di piante dalle loro foglie, dai fiori o frutti.(Alberi, Collins Gem, Vallardi).
Buona Pasqua e istruttiva Pasquetta !


28/10/15

A spasso per Roma in cerca di strani alfabeti

Nonostante si siano diradate le nostre escursioni in cerca di siti poco noti, non lasceremo comunque i nostri lettori più affezionati con le mani in mano.
Eccovi allora il nostro ennesimo Blog quiz che metterà a dura prova, sia la conoscenza dei diversi monumenti del centro di Roma, che la vostra capacità di ricerca linguistica.

Nella foto a destra potete vedere la parte centrale di un frontone di un edificio con in basso un affresco ormai scolorito dal tempo.
Sul frontone appaiono dei segni assai misteriosi in un alfabeto poco noto. Pertanto quello che vi chiediamo è di individuare di che monumento si tratta, ma soprattutto qual è la lingua usata sulla conchiglia centrale.
La soluzione verrà data il 9 novembre prossimo.
Chi volesse dare la soluzione, prima di questa data, potrà indicarla nel guestbook a sinistra.Se esatta, verrà citato e riceverà, se dotato di mail, uno sfondo per desktop dai nostri album fotografici.
Buona caccia !
PS: suggerimento..ingrandite la foto e usando poi alcuni software...in dotazione di alcuni smartphone...



SOLUZIONE: La foto è stata scattata in via Giulia 63 a Roma.
Il frontone riporta alcune parole in alfabeto armeno facendo parte della struttura della Chiesa di San Biagio degli Armeni. L'edificio religioso è alquanto antico e se ne fa risalire la sua origine all'XI secolo. All'interno si trova ancora una targa in latino che rammenta la sua riedificazione nell'anno 1072.La chiesa è stata affidata nel 1836 alla comunità armena che ne ha fatto la loro chiesa nazionale. L'attività religiosa è ancora attiva e i riti seguono i canoni del cristianesimo armeno.

24/03/15

Fotografare la primavera in città

Bromelia

Anche quest'anno, come avviene dall'alba del mondo con l'equinozio è giunta puntualmente la primavera. Anche se il meteo continua  ancora a fare le bizze, , le attività stagionali ed i commerci seguono i ritmi di sempre. I magazzini dei vivai cittadini stanno ricevendo sia le nuove che le classiche varietà più richieste per offrire merci e prodotti indissolubilmente legati alla bella stagione che verrà.
In questo post non vi indicheremo speciali itinerari, ma vi suggeriremo di utilizzare i consueti vivai presenti nella capitale ma ormai presenti anche nei centri minori, per effettuare attività diverse, adatte non solo a chi ha il pollice verde e dispone di giardini o di ampie terrazze, ma anche a chi ama fiori e piante e preferisce apprezzarli in natura, riconoscerli e magari tenerne qualche esemplare in casa o su minuscole verande.

Dall'Olanda i fornitori hanno già consegnato nei tempi fissati le piante ordinate già da mesi e utili adesso a ravvivare case, giardini, terrazze e luoghi pubblici.Sono già presenti tutte le tipiche piante da fiore adatte a creare bordure o a far fiorire certi anonimi spazi anche commerciali con tutti i colori che solo la natura è in grado di declinare, offrendo ormai un campionario in grado di soddisfare tutte le idiosincrasie personali, in fatto di specie, colori, profumi, taglie e costi ovviamente .
Il nostro suggerimento indipendentemente dalla vostra propensione agli acquisti, è di munirvi di macchina fotografica e portarvi appresso i pargoli o i nipoti o l'intera scolaresca o vostra nonna o il cugino iscritto a Scienze Naturali meglio se dotato di qualche cognizione botanica.
Iniziate il vostro tour all'interno dei vivai più estesi e forniti e partite alla scoperta dalle piante più grandi: incontrerete splendidi esemplari di ulivo, passate poi ai limoni che troverete carichi di splendidi frutti dorati, non passano inosservati neanche i melograni. Dovreste trovare anche profumatissimi Kumquat, conosciuti come Citrus japonica o Fortunella margarita , tutti carichi di deliziosi frutti commestibili dalla buccia arancio. Nei pressi si trovano anche alberelli di clementine o il chinotto anch'esso dotato di frutti e di fiori profumatissimi.
Aquilegia
Passate poi alla zona protetta dal sole, riservata alle piante con grandi fiori e godetevi le magnifiche variazioni di colore delle peonie o delle dalie. Noterete poi quanto sia cresciuta la gamma dei gerani oggi disponibili, rispetto a quelli che aveva vostra nonna che forse non aveva conosciuto quelli odorosi.
Benchè non attirino a causa dell'assenza di fiori, conviene dedicare qualche minuto anche alle piantine aromatiche per far testare specie ai più piccoli, il loro olfatto, soprattutto sulle piantine di basilico, borraggine, rosmarino e i molteplici tipi di menta, dalla romana alla piperita e se trovate la cedrina, strofinatene le foglioline tra le dita per far sprigionare un gradevole profumo di limone.
Tenerne una piantina a casa vi consentirà di aromatizzare facilmente acqua e bevande estive.
Se siete patiti delle insalate vi suggerisco di fornirvi di qualche piantina di rughetta : Plinio il Vecchio la  chiamava "eruca", mentre Columella la suggeriva ai mariti impigriti per "attizzare in loro il fuoco di Venere".
Santa Ildegarda che forse ne aveva testato direttamente gli effetti, al contrario aveva messo in guardia le consorelle da un uso improprio di tale pianta in quanto... "eccitante per i giochi d'amore".
Nei vivai più organizzati troverete anche fiori con etichette, che riportano il loro nome scientifico in latino come è d'uso dai tempi di Linneo e che consentiranno un ampliamento delle conoscenze botaniche ma anche un divertente ripasso della lingua di Catullo e di Marziale.
Memorizzare tali termini aiuterà in seguito nel riconoscere con piacere un bell'esemplare di Pentaglossis sempervirens dai fiori blu, mentre passeggiate con gli amici tra i boschi o tra le siepi dei parchi cittadini.
Proseguendo il vostro tour nel vivaio, entrerete infine nella serra, dove troverete altre splendide piante di origine tropicale e piante grasse adatte ai patiti di Opuntiae, Mamillariae e scoprirete così per caso che quegli strani fiori arancio di forma piramidale visti vicino casa, appartengono all''Aloe ricca di un sorta di gel dalle proprietà rinfrescanti. Se siete fortunati troverete anche una zona riservata alle orchidee, sicuramente le più creative ed estrose in fatto di forme e colori.
La diminuzione di prezzi di tali piante decorative è dovuta alle tecniche di clonazione messe a punto dai produttori thailandesi che sono oggi tra i maggiori produttori ed esportatori.
Caricate la batteria della vostra macchina fotografica , sono certo che scatterete tantissime foto....e insegnate ai bambini a usare anche la modalità macro per ottenere un buon ingrandimento dei particolari che offriranno sorprese  interessanti viste sullo schermo di computer e tablets se aumenterete ancora l'effetto zoom.
Se non avete un vivaio di riferimento vi suggerisco l'Eurogarden di Roma a via delle Terme di Caracalla e il Vip Garden in via dei Cocchieri . Se poi vorrete dedicarvi al giardinaggio potreste contattare i Vivai Graziella sulla via Appia che offrono talvolta corsi per giardinieri neofiti e utili suggerimenti.
Se non distinguete un albicocco da un caco e non sapete perchè i semi di mandorlo contengano un glucoside chiamato amigdalina che al momento giusto libera cianuro,  vi suggerisco di leggere un bel libro sugli alberi da frutto mediterranei: Tutti Frutti scritto da Giuseppe Barbera; lo trovate tra gli oscar saggi Mondadori.
Chi volesse trasformare la semplice passione in una vera attività magari lavorativa,  può contattare invece il Giardino Comunale del Comune di Roma che dal 1975 ha trasformato il corso per giardinieri  in un articolato  corso di giardinaggio  aperto al pubblico ma con limitati posti disponibili.
Buona scoperta....!


12/11/13

Alla scoperta dell'antica Cora, di una santa di nome Oliva e dei templi di Ercole e dei Dioscuri

Jakob Philipp Hackert (German - The Temple of Hercules in Cori near Velletri - Google Art Project
Jacob Philip Hackert: Il tempio di Ercole a Cori ,1783
Avevamo raggiunto qualche tempo fa la tranquilla cittadina di Cori in provincia di Latina in una delle consuete esplorazioni del fine settimana.Le numerose vestigia antiche presenti nel suo territorio, non passano inosservate e infatti svetta ancora, rivolto simbolicamente al mare, un tempio tetrastilo dedicato ad Ercole con colonne in stile dorico italico e un altro in posizione meno privilegiata e mutilo di qualche colonna, costruito in onore dei Dioscuri .
Citiamo ancora il Santuario della Madonna del Soccorso completato nel 1639 e la cui fondazione risulta legata alla tradizione popolare ed alla vicenda della piccola Oliva smarritasi e ritrovata indenne dopo giorni tra i boschi Lepini. Numerose e interessanti sono le chiese da scoprire che riportano a periodi e stili diversi. La più nota è quella dedicata proprio a Santa Oliva eretta presumibilmente, come era uso fare, sullo stesso luogo di un precedente culto pagano, che alcuni studiosi hanno associato con un tempio dedicato a Giano.
Da non perdere il ciclo di affreschi assai vividi che i locali considerano la loro Cappella sistina corese, visibile nell' Oratorio dell'Annunziata e aventi per tema episodi del vecchio e nuovo Testamento.
Troverete nel vostro itinerario anche due raffigurazioni del Giudizio Universale risalenti al XVI secolo con la caratteristica figura di Lucifero affamato di anime dannate , purtroppo parte delle figure sono abrase dal tempo e da alcuni fedeli che poco sopportavano tali raffigurazioni infernali. Un altro Giudizio Universale è visibile anche a Sezze in provincia di Latina, nella Chiesa di Santa Lucia.
Splendide e quasi intatte sono le alte mura in opera poligonale che vi accompagneranno per oltre due km e che collegano gli antichi accessi alla città e non manca neanche un bel ponte romano detto della Catena, risalente al IV sec e per chi fosse interessato alle costruzioni gentilizie, sono numerosi i palazzi nobiliari ancora visibili.
Andare da soli alla scoperta di Cori potrebbe essere un buon proposito per un fine settimana fuori città ma sarà necessario raccogliere le dovute informazioni (vedi in basso) attraverso siti web e canali video come you tube, per scoprire i tanti particolari che potrebbero sfuggire ad una visita casuale o frettolosa che potrebbe farvi ignorare i tanti particolari inglobati ancora oggi nelle costruzioni cittadine.
Se invece non avete altri impegni per domenica 17 novembre , vi suggerisco di contattare l'Associazione Cammino(vedi in basso),che ha organizzato per tale giornata una escursione guidata , alla portata di tutti e della durata di poco più di tre ore e che vi consentirà di scoprire con dovizia di particolari le numerose meraviglie di Cori, il suo antico passato e le antiche storie e leggende legate al territorio.
Per chiudere adeguatamente la vostra escursione, siamo certi che Pino e Costantino sapranno suggerirvi un buon indirizzo dove ripristinare le calorie consumate durante la passeggiata, con adeguato apporto di cibi tipici, carboidrati e proteine, accompagnati da un buon bicchiere di Nero di Cori e dolcetti tradizionali.
In primavera si potrà pensare ad una colazione al sacco includendo nell'escursione anche la selva di Cori per una bella passeggiata tra bei pianori erbosi incontaminati, mentre i meno pigri potranno raggiungere la vetta di Monte della Noce a quota 1212 metri slm.

Escursione guidata del 17-11-2013
Punto di incontro: Cori alto, Piazza Signina ore 9,30
Contatti:Pino 3933133820 ; Costantino 3311137003

Di seguito alcuni link per organizzare in altre date e autonomamente una gita a Cori :
  •  http://www.prolococori.it/monumenti
  • Sito del Museo di Cori e dell'Associazione Arcadia 
  •  Ampie informazioni su Cori in Wikipedia
  • Il sito istituzionale del Comune di Cori
  • Dettagliata descrizione degli itinerari turistici tra mura, chiese e ponti, sul sito Latina da scoprire curato dall'arch. Francesco Tetro.
  • Visita virtuale del complesso di Santa Oliva a Cori
  • Una simpatica guida di Cori con disegni e descrizioni che è stata tradotta in italiano, realizzata da alcuni studenti danesi della Mediaschool di Lyngby e messa on line da Jan Dubdahl e visibile a questo link .  
  • Una mappa dei ristoranti elencati da Tuttocittà e ubicati nell'area di Cori

Questa la mappa di Google che visualizza l'itinerario ideale dal Gra di Roma attraverso la A 1 con uscita a Valmontone e proseguimento per Artena e infine Cori; considerate almeno un'ora di percorso o poco più.
Percorso alternativo da Roma verso Albano e Velletri attraverso la via dei Laghi e poi deviazione verso Cori. 


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Buon divertimento !

17/09/12

Le tracce del pittore Karl Brjullov tra Manziana e Roma


Molti di coloro che amano la Tuscia viterbese avranno già visitato la Riserva naturale di Monterano nei pressi di Manziana. Ci si va soprattutto in autunno per godere dei bei colori dorati  dellla faggeta e degli ambienti naturali dove è possibile ancora vedere polle ribollenti di vapore sulfureo. Pochi riteniamo, conoscono il centro storico del piccolo comune di Monterano ubicato a Nord di Roma e che riserva qualche interessante sorpresa.
Passeggiando per il borgo di Manziana si troverà senza fatica una piazzetta con un edificio austero noto come Palazzo Tittoni edificato nel XVI sec.
Nella seconda metà dell'ottocento tale residenza che era stata utilizzata in precedenza come tribunale locale e residenza estiva per i membri del Pio Istituto, fu acquisito dalla famiglia Tittoni di cui faceva parte l' illustre patriota Angelo Tittoni.
Come si legge nella sua biografia egli ospitò intorno al 1852, prima nell'appartamento romano, e poi in questa tranquilla residenza, un pittore russo già apprezzato in patria e ben noto soprattutto a San Pietroburgo: Karl Brjullov.
Le tracce del passaggio in Italia dell'artista benchè visibili non attraggono l'attenzione del visitatore occasionale ma se fate parte del club dei viaggiatori curiosi questo post potrebbe costituire lo spunto per un simpatico itinerario soprattutto per chi ama l'arte russa e al tempo stesso i luoghi naturali come quelli nei dintorni di Manziana a pochi Km da Roma.
Ci aveva incuriosito l'aver scoperto con Google map che a Manziana esiste una strada dedicata a Brjullov, fatto assai inusuale in quanto il nome di pittori russi è raro nella toponomastica italiana. (Per leggere il seguito, clicca su continua o sul titolo del post).

20/07/12

I Circassi : una mostra per riscoprire un'etnia dimenticata e la sua cultura

Siamo certi che molti dei nostri lettori non abbiano difficoltà nel localizzare o rammentarne qualche caratteristica saliente, allorquando vengono citate loro, antiche popolazioni italiche.
Tutti conoscono gli Etruschi o i Sabini o i fieri Ernici ( a dx in un disegno di S.Toppi), mentre basta aver letto qualcosa di altre regioni per parlare di Elimi, Sicani o dei Liguri. Molti inoltre conoscono i territori africani associati al popolo dei Berberi o quelli messicani dove si ammirano le piramidi Atzeche.
Sembra però ci sia una sorta di pesante velo carico della polvere dei secoli che impedisce di far fluire nomi, fatti e storie recenti da quel territorio ampio e ricco di genti che per prossimità ha preso il nome dalle sue montagne:il Caucaso.
Se guardate tale imponente catena montuosa con Google map vi apparirà come una gigantesca cerniera frastagliatissima di oltre 1200 Km che sembra voler unire il mar Caspio con il Mar Nero.Nelle diverse epoche queste montagne hanno costituito un solido baluardo a difesa delle tribù che ne hanno abitato le sue vallate e che sono state anche terra di transito privilegiata tra l'Oriente e l'Occidente e tra l'Asia e l'Europa.


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In queste aree le etnie che si sono via via succedute, combattute o disperse altrove, sono state molte decine ma i loro nomi non ci sono molto familiari pur usando termini che forse provengono proprio da queste aree geografiche.
Cosa sappiamo degli Alani o dei Cimmeri ? Dove vivono i Chazari, gli Abkazi, i Cabardini o i Circassi ?
Anche gli stati e le aree geografiche hanno confini confusi e nomi poco familiari:sapreste localizzare a mente la Repubblica di Adighezia o dove vivano gli l'Osseti ?. Allorquando poi si comincia a leggere e a cercare di saperne qualcosa, si intuisce tuttavia il fluire dei secoli in queste terre e il desiderio di identità private della loro origine, per ognuno di quei gruppi coinvolti nel gioco della conquista e dove in molti sono stati costretti alla fuga, rimedio ultimo alla sudditanza verso il nuovo potente di turno.
Nel 1875 Edmondo De Amicis non ancora trentenne fece un viaggio a Costantinopoli, odierna Istanbul, scrivendone un reportage che sarebbe stato degno di una trasposizione cinematografica.
Attraversando il ponte di Galata affollatissimo di stravaganti figure in movimento, lo scrittore così li descriveva:
"Le figure che dan più nell'occhio in quella folla, sono i Circassi, che vanno per lo più a tre, a cinque insieme, a passo lento, pezzi d'uomini barbuti, dalla faccia terribile, che portano un grosso berrettone di pelo alla foggia dell'antica guardia napoleonica, un lungo caffettano nero, un pugnale alla cintura e una cartucciera d'argento sul petto".
Potete ascoltare ulteriori brani su Costantinopoli in queste pagine del National Geographic.
Nel 1866 si rappresentava al Real Teatro S.Carlo di Napoli uno spettacolo coreografico dal titolo: " Zoraide o la schiava circassa".Le scene erano composte da "popolo di varie nazioni, mori, eunuchi, odalisce ecc." e dalla bellissima Zoraide, una avvenente circassa di Adrianopoli, stereotipo della seducente concubina dell'harem del sultano.
L' uso di tali figure era stato trasmesso dalla letteratura orientalista che insieme ai dipinti che ad essa si richiamavano, aveva costruito un immaginario mondo orientale non sempre rispondente alla realtà, più tranquilla e noiosa, dei serragli ottomani, ma di straordinario richiamo negli spettacoli teatrali e artistici  e utile anche al commercio.
Si trovano ancora oggi le immagini di cosmetici ( vedi a destra) in voga nel XVIII secolo con l'aggettivo "circasso", onde sottolinearne il particolare effetto seduttivo, come quello usato da un'ammaliante circassa.
Nel celebre Circo Barnum americano si esibì per lungo tempo anche un' improbabile bellezza circassa di cui se ne raccontava con enfasi la triste vicenda di ex schiava di un harem turco e la fuga verso la libertà, per divenire...infine attrice di circo negli Stati Uniti d'America.
Anche Voltaire parla di Circassi nella XI lettera filosofica dedicata al vaccino contro il vaiolo:
"Le madri circasse hanno in gran conto la salute delle loro figlie per due motivi principali: l'amore in sè e l'interesse. Quest'ultimo deriva dal fatto che essendo il popolo circasso abitualmente molto povero, trova un valido motivo di sussitenza nell'allevare al meglio la prole femminile. Le giovani fanciulle infatti, educate con sapienza negli anni alle arti della lascivia, costituiscono una preziosa fonte di guadagno allorchè vengono vendute agli harem persiani e turchi".
Convinti quindi, che tornando all'oggi poco si sappia degli Adighe , termine che accomuna etnie diverse inclusi i Circassi e i Cabardini, suggerisco di visitare la mostra evento che da oggi vi consentirà di sapere dove si trova la Repubblica di Adighezia e quella Cabardino-Balcaria, o sapere anche che dai tempi dello sterminio operato dallo zar Alessandro di Russia, molti Circassi vivono in Turchia , in Giordania e anche altrove ma non nel loro paese natale. Inoltre potrebbe essere divertente e curioso imparare qualche parola in lingua Adyghe, quella parlata dai Circassi che è ormai considerata dall'Unesco a rischio di estinzione.

La mostra si inaugura oggi 20 Luglio alle 19,00 presso Le Officine Fotografiche di via di Libetta 1 a Roma (Metro Garbatella) e continuerà fino al 27 luglio.
La manifestazione è stata curata dall'artista pietroburghese Asseeva Elena nata sulle coste del Mar Nero, da Paolo Miserini direttore delle Officine Fotografiche di Roma e dalla poliedrica Madina Khakuasheva, cardiologa, filologa e scrittrice nonchè caucasica doc, essendo nata a Nalchik capitale della Repubblica Cabardino-Balcaria.

Si prevedono installazioni fotografiche, video, ed esibizioni di danze tipiche della regione Cabardino-Balcaria e conferenze culturali che si terranno presso L'Istituto Russo di Cultura in via Benedetto Cairoli 6 a Roma .(tel 06 88816333 ).
Per maggiori informazioni e sul programma dettagliato cliccate sui link seguenti:

Officine Fotografiche
http://youtu.be/FFfuvkhrP-w
http://www.caucasusmorpheus.org/it/?page_id=26

Per chi vuole approfondire gli argomenti suggerisco il libro di Gorecki :Pianeta Caucaso. (potete leggerne in anteprima qualche pagina su Google book).

Buona scoperta !