07/11/11

Sorprendente viaggio negli Archivi pubblici alla scoperta della Macchina dello Stato

Lo scorso 23 settembre si è inaugurata presso la sede degli Archivi di Stato nel quartiere dell'Eur a Roma un'interessante mostra intitolata " La macchina dello Stato".Leggi, uomini e strutture che hanno fatto l'Italia".
L'allestimento è stato realizzato nell'ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e intende narrare in modo assai originale il ruolo dei vari comparti dello Stato attraverso documenti originali e reperti conservati negli archivi statali e in vari musei italiani e che da soli meriterebbero lunghe didascalie che tuttavia i visitatori potranno completare autonomamente da casa con gli strumenti oggi offerti dal web.
Coloro che hanno qualche anno in più proveranno qualche emozione aggiuntiva nel vedere i documenti fondanti della nostra storia come lo Statuto Albertino del 4 marzo 1848 e la Costituzione della Repubblica Italiana con la firma autografa del capo dello stato Enrico De Nicola.
Ma se l'itinerario espositivo consente agli appassionati di storia di viaggiare per mezzo di oggetti, documenti originali, leggi, manifesti,bozzetti, progetti architettonici e bandiere, offre ai più giovani anche vari spunti per capire che il termine forse per loro ancora astratto di Stato, per anni attraverso uomini e intelligenze anche fuori del comune ha lavorato affinchè questa macchina funzionasse sempre meglio risolvendo problemi complessi che adesso ci sembrano insignificanti.
Vi suggeriamo quindi di tenere a bada per un'ora le vicende del tempo presente e recandosi all'Eur cercate invece di apprezzare il lavoro dei curatori della mostra, lasciandovi trasportare dal racconto espositivo, ammirando la ricostruzione di antichi uffici postali, gli arredi originali della stazione di Trastevere ma anche i bandi per la cattura di briganti e malfattori, dove potrete leggere quasi sorridendo che i carabinieri reali hanno perso di vista nei boschi la banda dello Zappatore dopo un'estorsione di trenta denari e il sequestro di uno dei componenti di una faniglia di Cicciano.
Un reperto storico prestato dal Museo di Criminologia di Roma si trova in questa mostra: si tratta della rivoltella usata da Gaetano Bresci per l'attentato al Re Umberto I nella cittadina di Monza.
Più avanti si possono visionare  numerosi registri di amministrazioni locali diverse che stupiscono per le calligrafie ornate e per la meticolosità e precisione di mappe e documenti tecnici realizzati in epoche ancora lontane da programmi cad e tenendo anche conto che Olivetti progetterà la prima macchina scrivente solo nel 1910.
Stupisce poi vedere documenti ritenuti distrutti o segreti come quelli dell'Orva: la polizia segreta fascista che redigeva dettagliate schede su personaggi critici verso il regime.
Anche chi apprezza le nuove tecnologie non potrà non rimanere stupito davanti alle tante realizzazioni che rispondevano ai bisogni di uno Stato che doveva risolvere nuovi problemi :l'istruzione, le misure, la comprensione e analisi del tempo. Le prime analisi statistiche, oltre al numero degli analfabeti contava i soggetti dediti al crimine e i reclusi e a poco a poco si perfezionava la macchina della giustizia.
Con il crescere dell'istruzione nascevano anche tante aziende che miglioreranno la vita degli italiani offrendo loro treni, luce nelle strade ma anche le navi per emigrare e per altri quello di curarsi con rimedi meno casalinghi e aleatori. Ecco allora che tra le vetrine si troveranno i metri campione derivanti da quello di Parigi utili per unificare  su tutto il territorio della Repubblica i tanti sistemi di misure utilizzati in ducati e regni eredi dei precedenti regimi feudali.
Ci hanno incuriosito alcuni strumenti frutto della genialità di abili artigiani come i nefoscopi utili per seguire il moto delle nuvole oggi seguite dai radar, udometri e pluviometri utili per la misurazione delle precipitazioni atmosferiche e strani sismoscopi a mercurio per la misurazione dei terremoti.
Non perdetevi una preziosa valigetta utile ai verificatori di pesi e misure che pur riportando il nome Decker venne realizzata in un'officina torinese intorno al 1861.
Quanto lontano ci sembrano oggi  tante leggi vessatorie come quella sul macinato ed altre invece atte a far crescere l'istruzione di un paese quasi analfabeta: ecco allora i registri utili a verificare l'obbligo scolastico; sembrano parlare quei documenti estratti dagli archivi di quella giovane repubblica che con la legge Coppino obbligava i suoi cittadini più giovani ad andare a scuola e poi a presentarsi alla chiamata di leva.
Di quegli anni una immagine istruttiva è data da un bel dipinto realistico realizzato da Oreste da Molin che rappresenta il passaggio di una lettiga con un operaio ferito che obbliga dei passanti a togliersi il cappello quasi a ringraziarlo per il sacrificio.Altri tempi direte voi ! Altra etica e altri modi di considerare il lavoro aggiungiamo noi.
Le sorprese durante l'itinerario non mancano come quando si legge una stringata lettera contenente poche parole con la firma autografa di Garibaldi che comunica all'Esattore di Roma di essere impossibilitato a pagare le imposte.I patiti di libri antichi potranno poi ammirare senza recarsi a Subiaco il primo libro stampato in Italia : non si può non soffermarsi davanti al grande volume del De civitate dei di Agostino di Ippona offerto in prestito dalla biblioteca di Santa Scolastica; da questo libro nasce la stampa in Italia per opera di due monaci tedeschi allievi di Gutenberg.

Al piano superiore della mostra si scopre un grosso orologio che alcune foto d'epoca fanno risalire al 1908: un plauso a chi ha deciso di non consegnarlo ai rigattieri. Si trovava all'interno di un ufficio postale a Messina e rimase come intatta reliquia del terribile terremoto che si portò via circa 80.000 abitanti dei 130.000 residenti.
Un altro volo pindarico ci costringe a farlo, una gigantografia dove si vedono compunti poliziotti dotati di baffi come era d'uso in quel tempo.
Tengono al centro come un trofeo la tela arcinota della Gioconda di Leonardo che trafugata il 21 agosto 1911 dal Louvre venne recuperata nel dicembre del 1913 proprio in Italia dove venne arrestato l'autore del furto: tale Vincenzo Peruggia.
L' ingresso alla mostra è gratuito e sarà possibile visitarla fino al 16 marzo 2012.
Questo il link istituzionale con informazioni più dettagliate e gli orari di apertura : Macchina dello Stato


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