21/02/07

Alla scoperta dell'antica Leopoli-Cencelle e delle terre Farnesiane


L'itinerario odierno è indicato soprattutto per coloro che per un giorno almeno, hanno deciso di ritrovare la semplicità di un tempo, lontani dal frastuono, il caos e l'eccesso della nostra quotidianità.
Se per uno o magari più giorni volete dimenticare i rumori delle strade cittadine, frammisti di beep, suonerie polifoniche, ambulanze e strombazzatori di ogni genere e volete invece testare l'uso del vostro olfatto, e magari far giungere alla vostra retina colori e immagini più naturali e rilassanti, andate nei territori della Farnesiana.

Partendo da Roma verso questo panoramico territorio , occorrerà percorrere, la Roma-Civitavecchia, proseguendo poi sulla Via Aurelia e giunti preferibilmente a velocità moderata al Km 84,100, svoltare a destra per la strada vicinale Melledra-Farnesiana, seguendo poi le indicazioni per Cencelle ed il Borgo della Farnesiana.
La località può anche essere raggiunta, passando dal comune di Allumiere, e quindi anche da Tolfa.
Se provenite da luoghi fuori del Lazio, usate google map per disegnare il vostro itinerario.

Devo dire che, benchè avvezzi a luoghi distanti dai centri urbani, quando ci siamo inoltrati per la prima volta nell'ampia vallata della Farnesiana, percorsi i primi chilometri, e spento il motore dell'auto, ci siamo quasi stupiti nel trovarci circondati all'improvviso dal verde brillante di queste morbide colline ed intontiti quasi, dalle numerose assenze: nessun suono, nessun movimento e una staticità sorprendente, anche in quegli animali al pascolo che come tenui macchie di un dipinto, si potevano scorgere in lontananza.
Andate quindi a inebriarvi di questi rustici paesaggi e aspirate i profumi di questi spazi incontaminati; siamo certi che proverete la stessa emozione che si prova dinanzi a certe opere d'arte o in cima a maestose montagne.
Proseguendo sulla strada indicata, dopo circa 5 Km, troverete un caseggiato rurale di proprietà della famiglia Stendardi.La fattoria ormai restaurata ospita un agriturismo dove è possibile trovare quel relax che molti cercano a centinaia di chilometri da casa.
Sulla collinetta retrostante il caseggiato rurale, potrete visitare i ruderi, benchè recintati, dell'antica Leopoli o Cencelle, come veniva chiamato familiarmente tale agglomerato, fondato nell' anno 854 da Papa Leone IV .

Per i lettori più curiosi, riporto quanto descritto nel De Vitis Romanorum Pontificum di Anastasio Bibliotecario, dove con le consuete aggiunte tipiche delle leggende medievali, viene ricordato il lodevole impegno di Papa Leone IV nel porre fine alle sofferenze dei cittadini di Centocelle (l'attuale Civitavecchia).

Questi infatti per circa 40 anni, a partire dalla prima nvasione Saracena dell'813, furono costretti ad abbandonare le loro case e a disperdersi tra i monti ed i boschi circostanti , mentre la loro città veniva assaltata per mano degli "infedeli" e divenendo il principale avanposto di comando dei Saraceni, per la conquista di Roma e del centro Italia.

Il pio Leone IV soffriva quanto i suoi cittadini di tale situazione e andava personalmente e strenuamente alla ricerca di un altro luogo sicuro, che potesse raccogliere queste famiglie, evitando loro continue peregrinazioni . Finalmente una notte, in sogno gli apparve un luogo ricco di acque e mulini molto simile peraltro ad un sito che aveva già visitato e che era distante solo 12 miglia da Centocelle: mentalmente disegnò la cittadina che voleva per i suoi fedeli , dotata di 5 chiese, spesse mura, possenti torri e almeno tre porte .
Al mattino, consegnati molti mancusi d'argento (denaro dell'epoca) al comandante Pietro, gli ordinò di mettere in pratica il suo sogno e di erigere senza indugi, per i profughi di Centocelle, la città di Leopoli. Tale città nonostante l'amenità del luogo, non fu mai molto amata dai suoi abitanti, nè dai signori che via via si succedettero nel dominio di queste terre e quindi passato il pericolo dei Saraceni, nell'889, i fuoriusciti ritornarono finalmente alla loro amata e vecchia Centocelle, che venne ricostruita e che ricevette anche un nome nuovo:" Civitas Vetulas" .
Ed in effetti non v'erano dubbi che fosse antica, visto che era stata fondata molti secoli prima, intorno al grande porto fatto edificare dall' imperatore Traiano, nel lontano 106 d.C .
Passando per Civitavecchia, cercatene lo stemma: noterete all'interno le lettere "OC" accanto ad una quercia. Questa simbologia deriva da un'antica leggenda, secondo cui gli abitanti di Cencelle, prima di ritornare alla città d'origine, si riunirono nei pressi di una quercia allo scopo di decidere sul da farsi. Dopo aver ascoltato le ragioni e le esortazioni espresse dall'anziano marinaio Leandro, membro del consiglio, si raggiunse una decisione unanime. Il suo discorso aveva infatti convinto gli abitanti che lo approvarono, esclamando :"Optimum Consilium",(la migliore decisione) e sono proprio le iniziali di queste parole, che ancora ricordano nello stemma della città, la saggia decisione dei suoi abitanti.











Ma torniamo alla nostra Cencelle:visitando i ruderi non troverete grandi reperti o mosaici, d'altra parte è intuibile che data la posizione isolata della città, essa sia stata nei secoli passati meta ideale per approvvigionarsi gratis et amore dei, di materiale edilizio, in quei tempi di non facile reperimento, considerando che non si usava il cemento e certi materiali venivano importati da lontano, con costi ovviamente elevati. Se consideriamo poi che sono state trafugate le lastre di marmo del Colosseo e perfino della Domus aurea nel cuore di Roma, si può ben immaginare cosa accadesse ai ruderi fuori città o a quelli dispersi nelle campagne specie se distanti dalle grandi vie di comunicazione.
Cercate però di immaginarvi cittadino di Cencelle, che guarda prima a est, verso le verdi colline ricche di pascoli e poi volge lo sguardo verso il mare, ben visibile da queste colline e scrutate l'orizzonte, come spesso facevano i Cencellesi, nella speranza di veder ripartire le navi degli invasori Saraceni:solo così apprezzerete il fascino del luogo e capirete che il buon Leone IV, tutto sommato aveva scelto con saggezza il sito adatto per i suoi amati cittadini.
Dell'antica città potrete ancora distinguere le torri costruite parzialmente con il tufo ed in parte in pietra calcarea; individuerete le mura perimetrali di varie abitazioni e troverete anche l'arco integro di una delle tre porte, sognate da Leone IV.

Nella parte bassa troverete una sala con delle nicchie ed alcune colonne superstiti: su di un capitello potrete notare uno strano cerchio concentrico(si veda la foto), che potrebbe far pensare ad un sito templare, ma affido le mie congetture agli esperti della materia.Visitata Cencelle, potrete proseguire la visita del territorio, seguendo le indicazioni per la Chiesa dell' Immacolata Concezione, dove giungerete dopo una decina di minuti. La chiesa vi lascerà stupefatti, sia per la particolarità e il fascino del luogo che per le sue inusuali forme architettoniche.In effetti vi trovate in quella che una volta era una grande tenuta agricola che si estendeva alle pendici dei monti della Tolfa, dove si potevano trovare, ampi granai e mulini ma anche forni, stalle e casali per i contadini. Anche se l'area aveva già questa vocazione al tempo dei romani, come viene rivelato dalla scoperta di manufatti scavati nel tufo, fu proprio a partire dal 500 con il papato di Paolo III Farnese che l'area crebbe sia d'importanza. Anche il numero di abitanti crebbe rapidamente, essendo il territorio della Farnesiana, legato all'appalto delle miniere di allume di Tolfa, che fino alla metà del 700 rappresentò per questa area una ragione di ricchezza per appaltatori come Agostino Chigi, banchiere senese, ma anche per la comunità dei minatori e al tempo stesso per i contadini, che dovevano produrre grano ed allevare il bestiame, necessario per sfamare tutti quanti.

Tuttavia le miniere agli inizi dell'800 non rendono come una volta e quindi anche questi territori passano attraverso vari proprietari. Nella lista si trova il Sacro Monte di Pietà, lo Stato Pontificio e dal 1865 diviene proprietario il marchese Guglielmi, nobile di Vulci.
Occorre rammentare, che data l'estensione della comunità, che qui viveva, già nel 1850 si rese necessario sostituire l'antico oratorio con una chiesa più capiente, adatta alle pubbliche celebrazioni domenicali: tale edificio si deve al progetto dell'architetto Palazzi di Roma, che diede un tocco personalissimo alla chiesa realizzata in stile neogotico, intitolata a Maria Santissima e che sotto la proprietà del marchese Guglielmi ,venne ampliata con l'aggiunta di due porticati ,cambiando però il nome in Chiesa dell'immacolata Concezione.
Comunque per farvela breve, quella che vedrete al centro della fattoria è proprio quella del progetto del Palazzi, solo che fino a qualche anno fa, non ospitava fedeli ma......splendidi bovini maremmani.
Dal 2002 le famiglie che ancora sono proprietarie di queste terre, stanno adoperandosi per un recupero intelligente dell'area della Farnesiana; sono già attivi alcuni agriturismi biologici dotati di ristoranti alquanto attivi e bed & breakfast e si sta cercando di recuperare il patrimonio culturale che in questa zona potrebbe riservare gradite sorprese, legate a varie epoche. Sono presenti infatti i resti di insediamenti etruschi fino a quelli romani, testimoniati dai resti di ville e ruderi risalenti al periodo tardo imperiale.
D'altra parte questo nuovo corso sembra dare i suoi frutti, visto che durante i lavori di restauro del borgo, alcuni reperti venuti alla luce fanno pensare ad una tomba un po' speciale: quella della martire Santa Severella della fine del III secolo, alla quale era dedicata una chiesetta, presente nel borgo dal 939 e poi trasformata in mulino, con annesso forno per il ferro.
Detto questo , spero di avervi incuriosito abbastanza sulle terre Farnesiane.

Mi permetto di darvi un consiglio: organizzate una piccola fuga dalla città, alla scoperta di questi luoghi e restateci una notte, ovviamente non da soli. Potreste ad esempio passare la mattina a Tarquinia, a soli 5 km da qui, e gironzolare per i laboratori d'arte e visitare il magnifico museo e poi raggiungere la Farnesiana prenotando in anticipo una deliziosissima e romantica camera, che sa di legno odoroso ed essenze naturali presso l'agriturismo e fattoria didattica Poggio Nebbia, (troverete l'indicazione al primo bivio lungo la strada che vi porta all'antica Cencelle).Se siete dei cavallerizzi, potreste rivolgervi al centro ippico presente nell'area, per ossigenarvi con un'escursione sicuramente più adatta a questi luoghi agresti.
Sono certo che Anna Cedrini, presidente dell'associazione Terre della Farnesiana e proprietaria della Fattoria Poggio Nebbia, potrà raccontarvi molto di più di quello che vi ho detto io e sono certo che vi riserverà un trattamento "particolare", se le dite subito che si tratta di un suggerimento ricevuto da : Lazio segreto.
PS: ci sono 7 camere e 4 appartamenti, ma il posto è conosciuto anche all'estero, quindi meglio prenotare per tempo.

Riporto tutti gli indirizzi delle strutture esistenti ad oggi, affinchè possiate valutare e scegliere secondo i vostri gusti e disponibilità.

Fattorie Poggio Nebbia; Tel.+39 0766 841137 ;www.poggionebbia.it
Agriturismo La Farnesiana; sito web (ristorante aperto nel week end, e sempre in agosto)
Casale Farnesiana B&B :www.casalefarnesiana.it
Info sugli itinerari Farnesi nella Tuscia Vierbese: http://www.tusciaviterbese.it/7motivi/itfarnes.html

Letture per saperne di più :
Nicola Cariello, I Saraceni nel Lazio, Edilazio 2001
AAVV,Viaggio nelle terre della Farnesiana, Amico Libro Ed. (Lo trovate negli agriturismi della zona)
Emanuele Zampetti, Le città perdute del Lazio.., Eremon Ed. 2005

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