17/01/10

La suggestiva necropoli di Castel d'Asso (Vt)



Nonostante il clima non invogli molto in questo inizio d'anno, la lista dei luoghi da scoprire è ancora lunga e quindi inizio con una meta  facile da raggiungere, rapida da visitare e ottima da fotografare.
La foto in alto è stata scattata presso la Necropoli di Castel d'Asso che si trova a una decina di km da Viterbo e a poca distanza dalle ben note Terme dei Papi (vedi mappa sotto).
Giungerete alla necropoli dopo aver costeggiato una pittoresca strada, dove il rosso della vallata tufacea a sinistra dove scorre in basso il torrente Freddano contrasterà con il verde intenso del lato opposto, costituito da ampie estensioni di campi coltivati a cavolfiori.
Parcheggiata l'auto in uno spiazzale dove uno spropositato cartello risalente al 1994 ricorda la sistemazione dell'area con il contributo del Gar, sarete certi di essere vicini alla Necropoli.
Percorrendo la comoda strada di accesso all'area, in pochi minuti coglierete con lo sguardo sulle pareti scavate nella roccia i segni tipici della cultura funeraria etrusca: le grandi porte in rilievo rappresentanti il passaggio nell'aldilà.
Troverete in una limitata estensione di spazio  in tutto 69 tombe con facciata per lo più del tipo
cosiddetto a dado.Le tombe sono a 2 e 3 ordini sovrapposti e risalgono ad un periodo che va dal IV al II secolo a.C., cioè nello stesso periodo in cui l'antica città denominata Axia ebbe il suo momento di maggiore fioritura in questo territorio.
L'area della necropoli si trova infatti strategicamente ubicata su un antico asse viario che conduceva da un lato verso Tuscania e dall'altro verso Viterbo e il lago di Bolsena.
Le tombe più significative, ancora apprezzabili sono diverse ma suggerisco di dedicare più tempo alla "Tomba grande" che si riconosce per avere ben tre porte di accesso e un tetto esterno scolpito con tegole e la nota "Tomba Orioli". Quest'ultima conteneva in origine ben 62 sepolture poste a formare una sorta di disegno a lisca di pesce lungo i 17 metri di lunghezza della tomba scavata all'interno della parete di tufo. Se porterete con voi una torcia riuscirete a vedere ancora gli interni di questi antichi edifici di culto; in alternativa utilizzate la macchina fotografica con esposizione in automatico con flash e otterrete l'immagine dell'interno della tomba illuminata a giorno.
Per quanto concerne la scoperta e la pubblicazione di informazioni su questa necropoli etrusca va detto che Francesco Orioli, figura dimenticata dai contemporanei, fu invece un eminente scienziato nato a Vallerano nel viterbese nel 1856 e che grazie alla amichevole collaborazione con un altro poliedrico erudito del primo ottocento che fu il domenicano Pio Semeria scrisse nel 1817 una relazione sul "Castello di Axia e sui suoi cospicui sepolcreti". Google book consente di leggere invece un testo di Orioli contenente anche i disegni fatti realizzare al tempo della scoperta: http://books.google.it/books?id=zgVFAAAAYAAJ&printsec=frontcover&dq=dei+sepolcrali+edifizi+etruria&source=bl&ots=w0qUwdUsaG&sig=vNtctAk8btCQv9mmM8bBk2dIp0Q&hl=it&ei=r2xVS4xrkpv8BvHE2ZsK&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CAkQ6AEwAA#v=onepage&q=&f=false
Se percorrerete per intero la strada principale  ad un certo punto apprezzerete dal lato opposto due alte strutture sentinelle solitarie in questa silente valle di cui una torre faceva parte dell'antico Castello di origine medievale che Orioli descrisse come quell'Axia castellum citato da Cicerone nell'epistola a A.Caecina. ( non sappiamo però se tale torre sia visitabile).
Se decidete di fare questa gita durante i giorni feriali e non avete mai provato le calde acque delle Terme dei Papi , vi consiglio di farlo: le lombalgie ne trarranno beneficio Nei giorni festivi ormai i parcheggi sono sempre pieni anche durante la stagione invernale, ma in piscina c'è sempre abbastanza spazio soprattutto se non volete stare in prossimità delle bocchette dove l'acqua fuoriesce a 58° centigradi.
Un'alternativa molto routard per chi è attrezzato almeno di un asciugamano, è quella di percorrere la via delle Terme per poco più di 2 km dopo aver superato quelle a pagamento e raggiungere dopo pochi minuti le calde e fumanti piscine all'aperto cosiddette Carletti e che riconoscerete per il grande parcheggio. I vapori dell'acqua creati dalla sorgente termale creano una particolare atmosfera soprattutto al tramonto. Anche in gennaio troverete termalisti appassionati immersi con aria molto soddisfatta per godere ancora oggi di quel bene prezioso tanto apprezzato dagli antichi romani e questo in particolare descritto anche da Dante
Il luogo è ormai noto ed è frequentato da vecchi e giovani e sempre più spesso dagli stranieri che non si pongono certo il problema della temperatura esterna quando c'è da godersi questa meraviglia a.....costo zero.

Trovate in basso la mappa per raggiungere facilmente la necropoli di Castel d'Asso e naturalmente anche le terme dei Papi e le piscine libere Carletti.
Un ultimo suggerimento:cercate di visitare la necropoli poco prima del tramonto, otterrete foto più suggestive vista la colorazione rossastra del tufo ed il contrasto ottenibile con la vegetazione ed i grandi massi di trachite vulcanica.
Buon divertimento !

Visualizzazione ingrandita della mappa

Nessun commento:

Posta un commento

Scrivi un commento o suggerisci un aggiornamento su questo articolo.Per messaggi diretti all'autore usa il guestbook a sinistra nella homepage del blog.