12/06/10

Viaggio in Armenia alla scoperta del duduk

Chi segue da tempo questo blog, sa che ogni tanto abbandono temporaneamente le mie escursioni  per andare alla scoperta, anche virtuale, di curiosità e argomenti assolutamente inusuali.
Partito dalla lettura appassionante di una guida dell'Armenia, ho scoperto il suo popolo, ma anche il duduk.Si tratta di uno strumento a fiato solitamente ricavato da legno di albicocco.Le sonorità particolarmente calde ma struggenti che è possibile ottenere da questo strumento, ben rappresentano il popolo armeno, la loro gioia di vivere, ma anche le tragiche vicende legate alla diaspora  avvenuta agli inizi del XX secolo.
Per cominciare quindi ad avvicinarsi allo spirito del popolo armeno ho scelto un video del compositore Yanni che prevede sia l'uso del duduk, ma anche le incredibili sonorità di due violinisti armeni (ne leggerete i nomi sotto il video).
Chi vuole allargare la ricerca cerchi anche il nome del monaco ed etnomusicologo armeno :Komitas.
Se vi destreggiate con l'inglese ecco il sito assai dettagliato del museo a lui dedicato
Da monaco della chiesa armena si interessò alla musica liturgica medievale, ma vittima del genocidio nel 1917, venne imprigionato a Istanbul insieme ad altri 250 armeni.Riuscì a scampare dalla morte per merito di alcuni benefattori, tuttavia finì la sua esistenza nel 1937 in un manicomio in Francia senza essere riuscito a proferire più alcuna parola, probabilmente a causa delle atrocità a cui era stato sottoposto durante la prigionia.
Si possono ascoltare alcuni brani delle sue composizioni di uso liturgico ma pur sempre emozionanti,specialmente se andate in Armenia e le ascoltate sul posto in an'antica chiesa nei dintorni di Yerevan, denominata Echmiadzin risalente al 301 d.C e facente parte del " Patrimonio dell'Umanità" dell'Unesco.
Nel link seguente di I tune è possibile ascoltare alcuni brani in anteprima o scaricarli per pochi euro:

http://itunes.apple.com/it/album/music-of-komitas-vartabed/id207391675




Per chi volesse saperne di più oltre alle informazioni reperibili on line, suggerisco di visitare il sito della Comunità Armena di Roma, dove trovate anche uno specifico dossier sul genocidio.
Al prossimo volo pindarico...

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