09/03/10

Dalla oasi di Porto alle disperse città esagonali: viaggio alla scoperta di geometriche architetture


 
Durante la fase di ricerca e preparazione degli itinerari, capita talvolta di imbattersi casualmente in argomenti o soggetti che si dipanano in maniera inaspettata grazie anche alla potenzialità dei mezzi offerti da internet.
L'argomento di questo articolo era partito dalla visita  del lago di Traiano, meglio noto oggi come Oasi di Porto, ubicato sulla Via Portuense a Roma sud, tra l'Aeroporto di Fiumicino e le rovine di Ostia Antica.
Da questo luogo, attraverso la parola chiave " esagono" e, aiutati dalle immagini satellitari di Google map, siamo andati alla ricerca di altre realizzazioni architettoniche aventi forma esagonale: quella stessa forma inusuale che ci aveva tanto incuriosito nel lago di Traiano.
Quella che vedete in basso è la visione satellitare del Lago di Traiano con la sua perfetta forma esagonale.
Le immagini satellitari mostrano il bacino geometrico, restaurato negli anni '30 ma disegnato dall'architetto di Traiano: il grande Apollodoro di Damasco che dovette realizzare tra il 100 e il 102, la sua opera, in seguito all'insabbiamento del precedente porto iniziato dall'imperatore Claudio nel 42 e portato a termine da Nerone nel 64 d.C. Oggi grazie alla costituzione di un consorzio, l'Oasi di Porto è visitabile, anche se a pagamento.Una carrozza trainata da due possenti cavalli guidati da Vittorio, si direbbe quasi telepaticamente, vi condurrà lungo il perimetro del lago; vi verrà offerta una bevanda dalle gentilissime Anna e Antonella e mentre gli aironi volteggiano sulle acque turchine e gli istrici si rintanano con i loro piccoli, tre simpatiche guide ambientali (Graziana, Agnese e Silvia) vi descriveranno con dovizia di particolari quello che vi sta intorno.
Incontrerete gli Horrea Severiani: i depositi delle derrate alimentari che dovevano sfamare la popolazione di Roma. Scoprirete che esiste l'allloro maschio e quello femmina; raccoglierete numerosi pungenti souvenir e stenterete così a credere che dentro quel perfetto esagono attraccavano oltre 200 navigli carichi di tonnellate di derrate alimentari.
Tali imbarcazioni non provenivano solo dal principale porto dell'Impero quello di Puteoli (Pozzuoli), ma anche da Cirene in Libia o da Alessandria in Egitto.



Visualizzazione ingrandita della mappa


Quella che vedete in basso invece é la visione satellitare della cittadina di Palmanova, in provincia di Udine nel Friuli. Il disegno si deve a Bonaiuto Lorini che in risposta ai desideri della Serenissima di Venezia, progettò una città-fortezza  in grado di resistere agli attacchi delle truppe turche.
Il progetto iniziato nel 1593 si inspira a quello di Filarete che , disegnò per il suo signore, il nobile Francesco Sforza, la città stellare, rimasta però sulla carta, di Sforzinda.
Se provate a trascinare l'omino a sinistra nella mappa che attiva Google street, vedrete anche evidenziarsi il reticolo della stella a nove punte che le é valso l'appellativo di " città stellata".

Visualizzazione ingrandita della mappa

Il borgo di Grammichele si trova in Sicilia, in provincia di Catania. Anche qui la struttura architettonica é antica, risalendo ad un progetto ideato dal principe Carlo Maria Carafa con il supporto del suo fiduciario , l'architetto fra' Michele da Ferla
La realizzazione della città a pianta esagonale avvenne in seguito alla distruzione nel 1693 dell'antica cittadina di Occhiolà,(i cui ruderi sono ancora visibili) presunta modificazione dell'antico toponimo della fenicia Echetla citata da Diodoro e Polibio.
Il terremoto fu disastroso raggiungendo al suo culmine i 7,4° della scala Richter che provocarono  circa 60.000 morti di cui solo 16.000 nella città di Catania.
Occhiolà al tempo del terremoto aveva 2190 abitanti; ne perirono più della metà.
Il progetto originale della nuova cittadina ad impianto esagonale é ancora visibile, essendo stato inciso su una lastra di ardesia, conservata ancor oggi nell'edificio comunale di Grammichele.
Ci piace tuttavia ricordare che l'ideatore della città, Don Carlo Maria Carafa, principe di Roccella e barone di Occhiolà, scelse personalmente il luogo dove edificare tale geometrica città e ne posizionò di persona la prima pietra dopo soli tre mesi dal sisma. (Lui aveva la sua residenza a Mazzarino, antica Mezurak, che in lingua fenicia significa: rupe incrollabile ).
Alla sua morte avvenuta a soli 44 anni, definendosi" il più vile e più peccatore d'ognuno" diede preventivo ordine testamentario che il suo corpo denudato venisse coperto solo da un vecchio saio monacale e poi introdotto in un " tabbuto", costruito con rozze tavole, senza alcuna copertura di drappi e proibendo qualsiasi forma di accompagnamento di persone nobili e civili, ma richiedendo di far seguire il suo umile feretro da " 24 pezzenti con candele accese, da pagare 5 scudi ognuno".




Visualizzazione ingrandita della mappa

Rimanendo sempre in Sicilia, e spostandosi di poco rispetto a Grammichele, troviamo la cittadina di Avola ed un altro esagono che ormai ha strabordato dal suo originale perimetro.
Stavolta il principe munifico si chiamava Nicolò Pignatelli di Aragona, mentre il progettista e architetto era padre Angelo Italia dell'ordine dei Gesuiti.


Visualizzazione ingrandita della mappa


In Italia vi erano altre città con un impianto esagonale, ma il tempo e le umane vicende ne hanno cancellate le tracce.
In questo link di Google map ad esempio potrete vedere un altro esagono allungato anche a Reggio Emilia
Ma proviamo a uscire dai nostri confini e sbarchiamo virtualmente in Tunisia e dopo un po' di spostamenti sulla costa, eccoci giunti nel sito archeologico di Cartagine, principale avversaria di Roma. La città secondo gli antichi storiografi era stata fondata nel 814 a.C dalla regina Didone (Elissa di Tiro) che ottenuto il permesso di occupare una superficie di terreno dal re Jerba, doveva tuttavia limitarsi ad un'area ottenibile con una pelle di bue.
La scaltra Didone tagliò allora la pelle in sottilissime strisce, che unite tra di loro alle estremità, le consentirono di circoscrivere un'area di ben 27 stadi, quindi oltre 5000 m ( uno stadio= 185,27 m) Per i curiosi, in questo link si trovano elementi per affrontare matematicamente: il problema di Elissa .
Anche qui nel sito archeologico di Cartagine, dopo molti secoli, nonostante siano rimasti pochi ruderi, atti a rammentarci la distruzione ad opera dei Romani, le gesta di Scipione Emiliano e la sconfitta di Asdrubale, tra quelle mura appare una forma esagonale, forse i resti di quel tempio dove preferì darsi la morte la moglie di Asdrubale, gettandosi tra le fiamme, emula dell'antica fondatrice, la regina Elissa, suicida secondo Virgilio perchè abbandonata dall'amato Enea.



Visualizzazione ingrandita della mappa


Se invece ci spostiamo dall'altra parte del globo, eccoci in Australia e precisamente a Canberra dove troveremo una bella piazza a esagono. Ovviamente qui non c'è molto di antico, visto che tale città é stata costruita nel 1913 su un progetto firmato dall'architetto Burley Griffin.


Visualizzazione ingrandita della mappa

All'ultimo esagono ci ha portati Platone: leggendo alcuni passi della Repubblica (IX,591) infatti dice: "di questa nostra città l'esemplare sta forse nel cielo, e non è molto importante che esista di fatto in qualche luogo...."
Preparatevi quindi a cercare in alto, molto in alto. Quest'ultimo poligono infatti non si trova sulla terra ma su Saturno: che ci sia stato forse un antico precursore di Apollodoro laggiù su quel pianeta gassoso dotato di anelli che Galileo per primo descrisse e definì " incorporeo" ?
Cliccando nel link( sotto) vedrete l'ultimo esagono, fotogafato dalla sonda Cassini su Saturno.
http://www.nasa.gov/mission_pages/cassini/multimedia/pia09188.html

PS: se ne avete abbastanza di forme poligonali, e volete visitare solo l'oasi di Porto per scrutare la vita degli aironi e dei germani reali o delle nutrie e degli istrici, e sentite un languorino all'ora di pranzo, dedicatevi a delle piccole e curiose forme cilindriche a siluro della classe dei cefalopodi che troverete ad un centinaio di metri di distanza dal parco, in via Portuense 2291.
Nel ristorante da Graziella gli esperti camerieri chiamano questi gustosissimi decapodi " calamaretti al forno".
Vi stupirete della velocità con cui riuscirete a farli passare dal piatto al vostro apparato digestivo, soprattutto se accompagnati da un vinello bianco, fresco al punto giusto.Se poi vi farete fare il conto dalla gentilissima Moira, ditele che avete seguito i suggerimenti di Lazio segreto; sono certo che il caffè non lo troverete sul conto.
(Ristorante Graziella 06 65010932)



Nessun commento:

Posta un commento

Scrivi un commento o suggerisci un aggiornamento su questo articolo.Per messaggi diretti all'autore usa il guestbook a sinistra nella homepage del blog.